ZPPZZP Presidente, estate, sandali a tacco alto, pendenza con 36EU

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  • Molto bello, vi piacerà molto
  • Design leggero, in modo che il piede sia più splendido
  • Pelle di cuoio di alta qualità, comodo piede aperto, fornisce abbastanza supporto per i piedi
  • La fibbia elastica è in grado di controllare facilmente le dimensioni e la suola in gomma rende un passo confortevole
  • Una suola comoda imbottita leggermente ammortizzata, la cinghia elastica della caviglia dà il sostegno ai piedi, rende i piedi mossi liberamente
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“Sarà la nostra celebrazione più grande di sempre”,  prometteva  orgogliosamente il governo della Republika Srpska (RS) alla vigilia del 9 gennaio, l’autoproclamata festa nazionale dell’entità. E non tanto perché si trattasse di un anniversario tondo, un quarto di secolo da quel 9 gennaio 1992 in cui un gruppo di parlamentari serbi di Bosnia Erzegovina proclamò la secessione da Sarajevo, poco prima dell’inizio della guerra.

Da più di un anno, infatti, la festività è al centro della vita politica del paese. Nel novembre 2015 fu dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale statale, che la ritenne discriminatoria verso la popolazione non-serba. In risposta, il presidente della RS Milorad Dodik indisse un referendum per mantenere la festività, a sua volta dichiarato incostituzionale.

Ma  Dodik ha tirato dritto . Il referendum si è  tenuto il 25 settembre scorso , con un trionfo plebiscitario del “sì”, ma con un’affluenza non così elevata (55%). E' stato però sufficiente a trainare il partito di Dodik, al potere dal 2006 in RS, verso una comoda vittoria alle successive elezioni amministrative.

Ed è bastato per mantenere un livello permanente di tensione con Sarajevo, alimentato dai persistenti annunci di secessione e dalle ripetute onorificenze pubbliche concesse a Radovan Karadžić e ai vertici serbo-bosniaci già condannati dalla giustizia internazionale per crimini di guerra.

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